I Baby Rossoblù di scena al Torneo Internazionale di Agropoli: la Fondazione Torres al fianco dei Giovanissimi impegnati in Campania

I baby rossoblù chiamano e la Fondazione Sef Torres 1903 risponde. L'ente che rappresenta le diverse anime del tifo torresino, costituito nel 2013 proprio con l’obiettivo di custodire, tutelare e promuovere i valori identitari che appartengono storicamente al sodalizio calcistico sassarese, contribuisce economicamente alla splendida esperienza che un gruppo di ragazzini del vivaio compierà ad Agropoli tra il 23 ed il 26 marzo 2016. I giovanissimi della Torres, parteciperanno al Torneo internazionale di Agropoli, una delle manifestazioni più importanti per la categoria.

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Bilancio S.E.F Torres 1903 srl, al 30 Giugno 2015

Cari amici torresini,
come molti sanno recentemente è stato depositato il bilancio della S.E.F. Torres 1903 al 30 giugno del 2015. Nel rispetto della sua missione, la Fondazione ha il diritto-dovere di prenderne visione per avere cognizione dello stato di salute della società.

Dall’ attento esame del bilancio è sorta l'esigenza di rivolgere alla proprietà e alla dirigenza la richiesta di alcuni chiarimenti. Li proponiamo nella certezza che troveranno una risposta esaustiva:

1) Al 30 giugno 2015 risulta iscritto a bilancio un credito di 184.000,00 euro per versamenti dovuti dai soci in seguito all'intervenuto aumento di capitale. Si chiede se, ad oggi, il socio che ha sottoscritto l'aumento di capitale abbia adempiuto al relativo obbligo di versamento.

2) Nello Stato patrimoniale risulta iscritta la somma di 233.369,00 euro quale crediti della società verso clienti, esigibili entro l'esercizio successivo. Si chiede chi siano questi clienti, se questi crediti siano ancora esigibili e se siano stati riscossi, anche in parte.

3) Al bilancio risulta iscritto un credito per 350.000,00 euro verso la Regione Autonoma della Sardegna per contributi regionali ex Legge n. 21/2015. Si chiede a quale titolo la società ritenga di essere creditrice della Regione per una tale rilevante somma dal momento che la Torres, a causa delle note vicende che hanno coinvolto il suo ex Presidente, Dott. Domenico Capitani, ha perso la condizione fissata in maniera chiara dall'art. 1 della Legge di cui sopra: essere una squadra professionistica.

4) A bilancio risulta iscritto un credito per 146.674,00 euro verso il Comune di Sassari quale rimborso per la spesa dell'impianto di videosorveglianza. Anche a non voler considerare i debiti che la società ha contratto nei confronti del Comune per l'utilizzo dell'impianto, si chiede come mai una posta uguale e contraria non si trovi tra le passività.

5) Dal bilancio risulta che la società abbia incassato nell'esercizio precedente 623.070,00 euro e in quello per cui è bilancio 575.342,00 euro ( per il
Totale di € 1.198.412,00) quali proventi pubblicitari. Secondo quanto risulta dalla nota integrativa, questi "si riferiscono principalmente ai ricavi relativi alla cartellonistica all'interno dello stadio per le partire casalinghe della prima squadra". Chiediamo al Presidente se questo dato sia coerente con l’apparente carenza di inserzionisti dentro il “Vanni Sanna”; e, conseguentemente, se stia smentendo le reiterate lamentele contro la classe imprenditoriale cittadina da cui non si è sentito sostenuto.

6) Nonostante la Presidenza abbia ribadito in più occasioni l’assenza di debiti, nel bilancio è certificata la presenza, al 30 giugno 2015, delle seguenti principali poste debitorie:
- 105.635,00 euro per salari e stipendi
- 78.083,00 euro verso fornitori
- 51.000,00 euro verso banche
- 343.017,00 euro per debiti tributari 
- 62.929,00 euro per debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale
- 111.898,00 euro per altri debiti non meglio specificati.
Si chiede se, ad oggi, la proprietà abbia provveduto ad appianare questa situazione debitoria o se abbia intenzione di farlo nell'immediato futuro. Si chiede anche se la somma per i debiti tributari, maturati in due soli anni, sia stata iscritta nella sua interezza o solo relativamente alla quota capitale e se, quindi, ad essa vadano aggiunte le sanzioni in ragione del 30%, gli interessi e gli aggiornamenti.

A conclusione di questa richiesta di chiarimenti la Fondazione vuole ringraziare la squadra, lo staff tecnico e sanitario per l'impegno profuso quotidianamente e per onorare tutte le domeniche la gloriosa maglia rossoblù che hanno l'onore di indossare.
Sempre e comunque Forza Torres

La Fondazione S.E.F. Torres 1903

Natale 2015

Per il natale 2015 abbiamo fatto realizzare, in serie limitata, la fedele replica di una maglia storica della Torres.

Esattamente quella utilizzata durante la stagione sportiva 1967/1968.

Un pezzo da collezione confezionato nella maniera più fedele possibile all’originale da conservare gelosamente ma che, all’occorrenza, visto il materiale usato per la realizzazione, potrà essere indossato come un capo d’abbigliamento casual.

La maglia è quella bianca con le bande trasversali rosso-blu e con lo scudetto all’altezza del cuore (che ai tempi era ricamato a mano e che abbiamo fatto realizzare coerentemente con lo stile dell’epoca), 100% cotone di medio peso, a manica lunga.

La maglia sarà il nostro regalo a chi effettuerà in favore della Fondazione una donazione di minimo € 50,00

 

Potrai prenotare la tua maglia scrivendo una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

indicando il tuo nome, cognome, taglia e numero di telefono

Comunicato congiunto Fondazione-Amst

La Fondazione Sef Torres 1903 e l’Associazione memoria Storica Torresina, che nascono per iniziativa delle diverse anime del tifo rossoblù e aspirano a rappresentarle senza alcuna distinzione, in attesa che l'ter giuridico-sportivo compiesse il suo corso, hanno assistito – non con indifferenza – all’ ennesimo travaglio della società di calcio più antica della Sardegna.

 

Esser passati dalla speranza che davvero fossero finalmente maturate le condizioni per il radicamento di un progetto tecnico, societario e culturale con una prospettiva di ampio respiro e di lungo periodo alla delusione di una retrocessione che, controvertendo il verdetto del campo, macchia in maniera indelebile e per la prima volta nella sua storia il nome della nostra squadra, è stato un fatto traumatico per tutta la comunità torresina e per l’intera città di Sassari. 

Per questo l’Associazione e la Fondazione, in tutte le loro componenti hanno preferito tacere, riflettere e solo dopo discutere fino ad assumere collegialmente una posizione chiara e netta sulla situazione attuale, sulle prospettive più immediate e sul futuro della Torres.

 

Ai rovesci societari, purtroppo, siamo abituati da oltre vent’anni. 

Come una maledizione, i migliori cicli agonistici si sono sistematicamente alternati a fallimenti, passaggi di mano, crisi, debiti e rinunce che hanno fatto crescere intere generazioni di sassaresi e di tifosi nella convinzione che gli alti e i bassi, almeno nel calcio, siano un fatto ineluttabile. È stata per molti una lezione, se vogliamo, perché in molti casi questo fatto è servito per rafforzare quel legame di affetto, di appartenenza e di identificazione nei confronti di una maglia, di un simbolo dell’identità cittadina. A prescindere dalla categoria, a prescindere dalle ambizioni che realisticamente si possono cullare, Sassari e la Torres sono strette da un legame indissolubile.

 

Questa premessa pare utile per far comprendere come l’attuale malumore dei torresini, rappresentati dalla Fondazione e dall’ Associazione, non sia una diretta conseguenza, o almeno non in modo esclusivo, del fatto che la Torres abbia perso un posto tra i professionisti e militi nel Campionato nazionale dilettanti. Certo, i tifosi per definizione sognano in grande, ma sanno nutrirsi di passione e di amore per la propria squadra anche nei campi più polverosi della periferia del calcio e nelle serie più basse. Quello che avvilisce è il senso di delusione, la percezione di un tradimento, la convinzione di un raggiro subito da chi era stato accolto con le migliori aspettative e aveva ricevuto dalla piazza un’apertura di credito quasi mai garantita ai suoi predecessori.

 

Le scelte tecniche si possono anche sbagliare, l’organizzazione societaria può anche tardare a mostrare la stabilità che noi continuiamo a ritenere necessaria per qualsiasi progetto credibile e durevole. Ma aver mancato di rispetto alla storia e ai valori di un club ultracentenario, per ragioni che continuiamo a ignorare ma che ci sembrano ignobili in qualsiasi caso, trascinandolo in vicende extra-sportive che non avevano mai varcato i cancelli dello stadio Acquedotto, rappresenta per noi una ferita insanabile. Un peccato che non può essere perdonato in nessun caso, proprio perché ha minato alla base quel rapporto di fiducia che l’Associazione e la Fondazione, ma è più giusto parlare di tutta la piazza torresina, hanno cercato di coltivare sin dall’insediamento dell’attuale proprietà.

 

Questa valutazione equivale, per non giocare con le parole e non dare adito a fraintendimenti, a una esplicita e irrevocabile richiesta di dimissioni dell’attuale staff dirigenziale, ma anche e soprattutto un’esortazione al proprietario Domenico Capitani di farsi definitivamente da parte, lasciando la società alla città nelle stesse condizioni finanziarie nelle quali, gratuitamente, l’ha rilevata. 

I fatti che lo coinvolgono non hanno niente a che fare con la Torres, con la sua storia, con la sua identità, con i valori di cui è testimone da oltre 112 anni.

Alle sconfitte siamo abituati, e anche alle retrocessioni, e ci siamo appassionati di Torres anche in Promozione. 

Alle menzogne, all’offesa di una identità – la nostra, quella della Torres – che abbiamo preservato con cura, custodito gelosamente e tramandato con orgoglio, non siamo abituati e non intendiamo farlo.

Anche a voler vendere la propria anima al diavolo, e volendo accettare un compromesso con chi si è reso responsabile di un simile tradimento, viene da chiedersi se davvero questo sacrificio possa essere giustificato in nome di un progetto che sul piano tecnico ha prodotto in due anni due retrocessioni: una sul campo e una per illecito sportivo, ma anche la scomparsa di un pezzo di storia del calcio italiano come la Torres femminile – pur al netto di responsabilità altrui – e il depauperamento definitivo di un settore giovanile che era stato annunciato come il fulcro di un processo di crescita e di rilancio dell’intero “pianeta Torres”. O legittima una rinuncia alla propria identità una società che non ha saputo fare altro che crearsi intere schiere di nemici dietro alle quali nascondersi, dai politici regionali agli amministratori cittadini, dal tessuto economico ai giornalisti, dagli altri club sportivi sassaresi al “sistema calcio” regionale, dai piani alti della Figc ai tifosi stessi, iniziando proprio dalla Fondazione, accusata a più riprese e con modi sempre più accesi di non operare per l’esclusivo interesse della Torres e del proprio mandato sociale e culturale.

Non sembrano necessarie altre parole per ribadire la convinzione, espressa chiaramente e all’unanimità dalle assemblee plenarie degli appartenenti alla Fondazione e degli associati dell’Associazione Memoria Storica, che sarebbe meglio per tutti se questa esperienza si interrompesse il prima possibile.

Quanto al futuro il signor Capitani non si deve preoccupare: ogni volta che è caduta, la Torres ha saputo rialzarsi, facendo sempre salva la propria dignità, il proprio onore e il proprio buon nome. 

Sarà ancora così. 

In qualsiasi categoria, la città saprà stare vicina alla sua squadra e saprà amarla come l’attuale proprietario ha dimostrato di non fare.

 

La Fondazione SEF Torres 1903

L'Associazione Memoria Storica Torresina

 

Donato uno spirometro al Reparto Pediatria di Sassari

Ieri mattina, presso la Pediatria dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, il direttivo della Fondazione SEF Torres 1903 ha consegnato al Prof. Roberto Antonucci, responsabile del Reparto, uno spirometro portatile.

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