IV Torneo Mauro Murgia

Tutto pronto per la manifestazione organizzata da Fondazione Sef Torres 1903 e Dinamo Sassari in memoria di Mauro Murgia.
Due giorni di Basket per ricordare un grande uomo ed un grande dirigente della S.e.f. Torres e delle giovanili della Dinamo che ha formato con grande professionalità, passione e umanità tantissimi giovani cestisti contribuendo in maniera straordinaria alla loro crescita personale e dell'intero movimento.
6 le squadre che prenderanno parte alla manifestazione.
Quattro maschili e due femminili.
In campo si sfideranno le formazioni della serie C maschile S.e.f. Torres Basket, Basket Sant'Orsola Tavoni, CMB Porto Torres e BUK URI e quelle della serie B femminile Sant'Orsola Team SassariDinamo Academy e Basket90.

Il Programma prevede per sabato 14 settembre alle ore 17:00 la sfida BUK URI - Basket Sant'Orsola - Tavoni  e alle ore 19:30 Sef Torres vs CMB Porto Torres.

Domenica 15 settembre alle ore 15:00 avremo la finale 3°-4° posto alle ore 17:00 la sfida femminile con l’esordio della nuova formazione Sant'Orsola Team SassariDinamo Academy contro Basket90.
Alle ore 19:00 la finalissima maschile che sarà seguita dalle premiazioni

l'Ingresso sarà libero per entrambe le giornate.

 

 

Una serata con Gabriele

Dopo tanta paura, dopo la preoccupazione, le tensioni, i brutti momenti eccoci assieme.

A ridere, giocare e scherzare nel locale di "Zio Andrea"  che ci ha ospitato.
E’ passato più di un mese da quel brutto pomeriggio. La gara di solidarietà è stata meravigliosa e ha permesso di vivere con più serenità un momento difficile, lontano da Sassari.
Per più di un mese al Meyer di Firenze.
La Fondazione s.e.f. Torres 1903 non è voluta mancare all'appuntamento fissato per un piccolo grande Torresino.
Ci siamo impegnati.Nel rispetto del nostro statuto e in nome dei valori che, fin dal 1903, la nostra vecchia cara Società Educazione Fisica Torres veicola Siamo stati al fianco di questa splendida famiglia.
Passare la serata di ieri con Gabriele e col suo babbo Costantino, è stato fantastico.
Ora si riprende con la vita normale, con gioia e spensieratezza.
Come dev'essere per un piccolo grande Torresino.

Angelo Carboni

Nella serata del 26 giugno siamo stati a Pattada presso l'abitazione di un Torresino speciale: Angelo Carboni. 
Angelo è affetto da sclerosi laterale amiotrofica chiamata anche malattia di Lou Gehrig (dal nome del giocatore di baseball, la cui patologia nel 1939 sollevò l'attenzione pubblica) e si trova a letto immobilizzato dal 2007 e parla tramite un comunicatore oculare.
Nonostante ciò la sua passione per il rossoblu più antico dell’isola è più viva che mai. 
Perciò assieme al presidente dell’associazione degli ex calciatori Torres, Enzo Gavini, che non è voluto mancare al nostro invito, gli abbiamo fatto una sorpresa. 
Non è la prima volta che andiamo a trovarlo, già due anni fa con Tore Pinna e Alessandro Frau abbiamo goduto della sua compagnia.
Profondamente colpiti dal suo spirito, dalla sua forza d’animo e dalla sua tenacia siamo stati ancora insieme, abbiamo parlato della nostra amata Torres, del suo passato, del presente e del futuro. 
Gli abbiamo regalato il dvd della commedia “Zi Vidimmu a la Torrese”, realizzata dalla nostra fondazione per i 115 anni della Torres alla cui rappresentazione, per problemi logistici, Angelo non ha potuto presenziare.
E' stata una serata ricca di emozioni che ci ha fatto comprendere, ancora una volta, cosa rappresenti la Torres e, come possa, a distanza di quasi 117 anni, veicolare così tanti valori positivi. 

 

 

Progetto Up&Down

IL NOSTRO CAMPIONATO E’ RIPRESO. 

La Fondazione Torres con il progetto Up&Down.

l'11 giugno, presso la sede dell’associazione Up&Down a Sassari, è stato presentato il libro “Raccolta di poesie dritte e storte”. 
C’eravamo noi della Fondazione Torres, Umberto Carboni, Massimiliano Pedoni e Roberto Ennas, il padrone di casa Giovanni Mura, presidente dell’associazione, il giornalista Pasquale Porcu e soprattutto, c’erano decine di ragazzi e ragazze insieme con le loro famiglie.

Tutti presenti per il lancio di una raccolta di poesie scritte da giovani aspiranti poeti.
Niente di nuovo, viene da dire.
Anche i temi trattati sono quelli classici ma, in qualche caso, inaspettatamente sorprendenti. 
C’è la natura, il mare, il vento, il sole, gli alberi, i fiori. Ci sono le stagioni, il tramonto, la notte.
Ci sono emozioni, affetti ed esperienze di vita. 
C’è freschezza, ingenuità e tenerezza. 
Ma allora cosa c’è di originale in questo libro?
I suoi autori.
Ragazzi e ragazze con la sindrome di Down o con altri deficit intellettivi più o meno importanti. Loro hanno diverse età emotive ma condividono tutti lo stesso entusiasmo e sono sempre pronti a lanciarsi con leggerezza e temerarietà in ogni nuova avventura.

Sono questi gli aspetti che ci hanno conquistato e profondamente emozionato.

Per questo la Fondazione S.e.f. Torres 1903 ha stanziato e donato la cifra che ha permesso la pubblicazione di questo libro, edito da Carlo Delfino. 
Il primo libro di poesie in Italia scritto interamente da ragazzi con problematiche di questo genere.

Per noi è motivo di orgoglio aiutare realtà come Progetto Up&Down: un’associazione che tra mille difficoltà, ormai da 30 anni, rappresenta un punto di riferimento e un sostegno per centinaia di ragazzi e per le loro famiglie.

Fare del bene nel nome dei valori che ha rappresentato la Società Educazione Fisica Torres fin dal 1903 è uno degli obiettivi importanti che come Fondazione Torres ci siamo prefissati da sempre e, a prescindere dalle annate storte, dagli avvicendamenti societari o dalle delusioni sportive, noi onoreremo comunque il nostro impegno giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

Tutte le persone interessate all'acquisto del libro, i cui proventi andranno interamente al Progetto Up&Down, possono contattare direttamente la Fondazione s.e.f. Torres 1903 scrivendoci alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Forza Torres e Forza Up&Down!

Comunicato del 15/05/2019

Domenica allo stadio Acquedotto si è consumato l’ultimo atto di una stagione che per la Torres e i suoi tifosi è stata un vero e proprio supplizio.

Il campionato appena concluso è deludente, tanto sul piano agonistico quanto per l’irreversibile frattura tra l’attuale società e una vastissima parte del popolo rossoblù. La città non è più disposta ad accettare di vedere la propria squadra, uno dei simboli identitari di una comunità intimamente legata ai colori sociali e alla storia del club, annaspare con difficoltà nei bassifondi delle classifiche di categorie dilettantistiche che non sono la dimensione più appropriata per un sodalizio di tutt'altro blasone.

Il peggio è stato scongiurato, la Torres ha conquistato sul campo una salvezza che consideriamo, comunque, un risultato ben al di sotto delle attese. L’aspetto paradossale è che, per come si erano messe le cose, la stagione è finita anche bene, perciò c’è da emettere un sospiro di sollievo e gioire. C’è da essere felici per non essere retrocessi, c’è da essere felici come solo chi ama la propria squadra può esserlo. Questo perché amiamo la Torres e, a prescindere da tutto e da tutti, la sosterremo sempre e comunque, anche se l’attuale società ci ha relegato tra i suoi, oramai innumerevoli, nemici.
Ma noi non siamo nemici della Torres. Semmai accettiamo di essere considerati ostili da chi – con superbia, con egoismo, con scarsa lungimiranza e senza la dovuta capacità organizzativa e programmatoria – un anno fa ha rifiutato le mani tese di alcuni imprenditori sassaresi che proponevano un progetto a tinte rossoblù ben più ambizioso, eppure fondato su basi ben più solide di quelle gettate da chi – rivolgendo una pernacchia agli interlocutori – annunciava grandi cose e prometteva grandi imprese.

Due giorni fa è finita una stagione da dimenticare, nel corso della quale vecchie e nuove bandiere sono state sacrificate in nome di un progetto gestionale e agonistico senza capo né coda.
Gioiamo per lo scampato pericolo, ma solo dopo aver taciuto per amore della Torres e per rispetto dei giocatori, che nessuna colpa hanno rispetto a quel che è successo, sentiamo di dover dire la nostra perentoriamente, rivendicando il nostro ruolo, la nostra missione e il nostro amore per la Torres.

Dopo un’attenta valutazione su quest’annata, trascorsa a constatare con amarezza e senza alcuna soddisfazione che non ci eravamo sbagliati, abbiamo deciso di prendere una posizione netta e chiara. Da una marea di anni si continua a dire che la Torres ha bisogno di tutti e si auspica l’intervento massiccio e diffuso dell’imprenditoria locale. Da molto tempo a questa parte, le estati rossoblù sono caratterizzate da voci che si rincorrono inutilmente e danno per imminente la discesa in campo d’imprenditori sassaresi pronti a entrare in società e a dare la necessaria solidità ai programmi del club, sottraendo la Torres alle vicende che hanno caratterizzato il passato, anche quello più recente, tra improvvisatori e veri e propri malfattori.

Questa volta siamo noi a chiedere che intervenga e argini questa deriva quel gruppo d’imprenditori sassaresi – persone, innanzitutto, con una reputazione imprenditoriale che va ben al di là dei confini locali – che già l’anno scorso si era fatto avanti concretamente, per essere messo alla porta tra falsità, derisioni e proposte irricevibili.
Un anno fa, pur dicendo che nella gestione di un patrimonio comune, com'è la Torres, avremmo gradito che le cose assumessero una trasparenza e una chiarezza rassicuranti sia sulla ritrovata stabilità societaria che sulla programmata rinascita tecnica, affermammo a chiare lettere che nessuno avrebbe potuto negare i meriti di chi aveva avuto il coraggio, per primo, di accollarsi una situazione deficitaria.
Oggi non è più così.
Quel che è successo sul campo e sugli spalti, sempre più desolatamente vuoti, è il segnale chiaro che questo ciclo è finito e che occorrono forze nuove, idee coraggiose, risorse maggiori, organizzazioni più adeguate.
Se non è ormai troppo tardi, chiediamo al mondo imprenditoriale ed in primis a chi si è proposto l’anno passato di fare un passo avanti e chiediamo a chi ha mostrato di amare più se stesso che la Torres di valutare seriamente di farne uno indietro, riconoscendo i propri limiti e lasciando che spetti a qualcun altro ricreare le condizioni perché la squadra, i suoi tifosi e la sua città possano vivere una nuova stagione di soddisfazioni e di stabilità.
Un anno fa avevamo accolto con entusiasmo il progetto prospettato e posto all'attenzione della città poiché ci sembrava fossero state messe a disposizione della Torres una serie di competenze, di risorse, di ambizioni e di concrete condizioni operative. Leggendo e rileggendo oggi quel progetto annunciato pubblicamente, a prescindere dal merito delle singole idee e proposte contenute, ci pare ancora un atto di generosità per la nostra squadra – la squadra di tutti i sassaresi, non di pochi– e ci sembra manifesti chiaramente la volontà di restituirle il coraggio di essere più ambiziosa di così.
In conclusione, anche a nome delle centinaia di tifosi che si sono rivolti a noi, di quelli che, tra di loro, ci sono sempre stati e di quelli che hanno abbandonato l’Acquedotto ma non per questo la Torres e che, comunque, si sono voluti esprimere rivendicandone il diritto ci sentiamo in dovere di chiedere agli imprenditori (perché solo a loro ci possiamo rivolgere) che l’anno passato proposero il progetto di rinascita della Torres alla città se ancora oggi siano vive le loro buone intenzioni.
Qualora lo fossero saremo felici di conoscere nello specifico le loro idee, le modalità di realizzazione e le eventuali fasi operative.

A Sassari vogliamo tutti bene alla Torres, a Sassari vogliamo tutti una Torres ambiziosa che vada ben oltre una salvezza risicata in serie D, a Sassari c’è voglia di emozionarsi per la Torres e tornare a sognare con Lei.

 

  Seguici su Facebook     seguici su Twitter     Seguici su Flickr     seguici su Youtube