Progetto Up&Down

IL NOSTRO CAMPIONATO E’ RIPRESO. 

La Fondazione Torres con il progetto Up&Down.

l'11 giugno, presso la sede dell’associazione Up&Down a Sassari, è stato presentato il libro “Raccolta di poesie dritte e storte”. 
C’eravamo noi della Fondazione Torres, Umberto Carboni, Massimiliano Pedoni e Roberto Ennas, il padrone di casa Giovanni Mura, presidente dell’associazione, il giornalista Pasquale Porcu e soprattutto, c’erano decine di ragazzi e ragazze insieme con le loro famiglie.

Tutti presenti per il lancio di una raccolta di poesie scritte da giovani aspiranti poeti.
Niente di nuovo, viene da dire.
Anche i temi trattati sono quelli classici ma, in qualche caso, inaspettatamente sorprendenti. 
C’è la natura, il mare, il vento, il sole, gli alberi, i fiori. Ci sono le stagioni, il tramonto, la notte.
Ci sono emozioni, affetti ed esperienze di vita. 
C’è freschezza, ingenuità e tenerezza. 
Ma allora cosa c’è di originale in questo libro?
I suoi autori.
Ragazzi e ragazze con la sindrome di Down o con altri deficit intellettivi più o meno importanti. Loro hanno diverse età emotive ma condividono tutti lo stesso entusiasmo e sono sempre pronti a lanciarsi con leggerezza e temerarietà in ogni nuova avventura.

Sono questi gli aspetti che ci hanno conquistato e profondamente emozionato.

Per questo la Fondazione S.e.f. Torres 1903 ha stanziato e donato la cifra che ha permesso la pubblicazione di questo libro, edito da Carlo Delfino. 
Il primo libro di poesie in Italia scritto interamente da ragazzi con problematiche di questo genere.

Per noi è motivo di orgoglio aiutare realtà come Progetto Up&Down: un’associazione che tra mille difficoltà, ormai da 30 anni, rappresenta un punto di riferimento e un sostegno per centinaia di ragazzi e per le loro famiglie.

Fare del bene nel nome dei valori che ha rappresentato la Società Educazione Fisica Torres fin dal 1903 è uno degli obiettivi importanti che come Fondazione Torres ci siamo prefissati da sempre e, a prescindere dalle annate storte, dagli avvicendamenti societari o dalle delusioni sportive, noi onoreremo comunque il nostro impegno giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

Tutte le persone interessate all'acquisto del libro, i cui proventi andranno interamente al Progetto Up&Down, possono contattare direttamente la Fondazione s.e.f. Torres 1903 scrivendoci alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Forza Torres e Forza Up&Down!

Comunicato del 15/05/2019

Domenica allo stadio Acquedotto si è consumato l’ultimo atto di una stagione che per la Torres e i suoi tifosi è stata un vero e proprio supplizio.

Il campionato appena concluso è deludente, tanto sul piano agonistico quanto per l’irreversibile frattura tra l’attuale società e una vastissima parte del popolo rossoblù. La città non è più disposta ad accettare di vedere la propria squadra, uno dei simboli identitari di una comunità intimamente legata ai colori sociali e alla storia del club, annaspare con difficoltà nei bassifondi delle classifiche di categorie dilettantistiche che non sono la dimensione più appropriata per un sodalizio di tutt'altro blasone.

Il peggio è stato scongiurato, la Torres ha conquistato sul campo una salvezza che consideriamo, comunque, un risultato ben al di sotto delle attese. L’aspetto paradossale è che, per come si erano messe le cose, la stagione è finita anche bene, perciò c’è da emettere un sospiro di sollievo e gioire. C’è da essere felici per non essere retrocessi, c’è da essere felici come solo chi ama la propria squadra può esserlo. Questo perché amiamo la Torres e, a prescindere da tutto e da tutti, la sosterremo sempre e comunque, anche se l’attuale società ci ha relegato tra i suoi, oramai innumerevoli, nemici.
Ma noi non siamo nemici della Torres. Semmai accettiamo di essere considerati ostili da chi – con superbia, con egoismo, con scarsa lungimiranza e senza la dovuta capacità organizzativa e programmatoria – un anno fa ha rifiutato le mani tese di alcuni imprenditori sassaresi che proponevano un progetto a tinte rossoblù ben più ambizioso, eppure fondato su basi ben più solide di quelle gettate da chi – rivolgendo una pernacchia agli interlocutori – annunciava grandi cose e prometteva grandi imprese.

Due giorni fa è finita una stagione da dimenticare, nel corso della quale vecchie e nuove bandiere sono state sacrificate in nome di un progetto gestionale e agonistico senza capo né coda.
Gioiamo per lo scampato pericolo, ma solo dopo aver taciuto per amore della Torres e per rispetto dei giocatori, che nessuna colpa hanno rispetto a quel che è successo, sentiamo di dover dire la nostra perentoriamente, rivendicando il nostro ruolo, la nostra missione e il nostro amore per la Torres.

Dopo un’attenta valutazione su quest’annata, trascorsa a constatare con amarezza e senza alcuna soddisfazione che non ci eravamo sbagliati, abbiamo deciso di prendere una posizione netta e chiara. Da una marea di anni si continua a dire che la Torres ha bisogno di tutti e si auspica l’intervento massiccio e diffuso dell’imprenditoria locale. Da molto tempo a questa parte, le estati rossoblù sono caratterizzate da voci che si rincorrono inutilmente e danno per imminente la discesa in campo d’imprenditori sassaresi pronti a entrare in società e a dare la necessaria solidità ai programmi del club, sottraendo la Torres alle vicende che hanno caratterizzato il passato, anche quello più recente, tra improvvisatori e veri e propri malfattori.

Questa volta siamo noi a chiedere che intervenga e argini questa deriva quel gruppo d’imprenditori sassaresi – persone, innanzitutto, con una reputazione imprenditoriale che va ben al di là dei confini locali – che già l’anno scorso si era fatto avanti concretamente, per essere messo alla porta tra falsità, derisioni e proposte irricevibili.
Un anno fa, pur dicendo che nella gestione di un patrimonio comune, com'è la Torres, avremmo gradito che le cose assumessero una trasparenza e una chiarezza rassicuranti sia sulla ritrovata stabilità societaria che sulla programmata rinascita tecnica, affermammo a chiare lettere che nessuno avrebbe potuto negare i meriti di chi aveva avuto il coraggio, per primo, di accollarsi una situazione deficitaria.
Oggi non è più così.
Quel che è successo sul campo e sugli spalti, sempre più desolatamente vuoti, è il segnale chiaro che questo ciclo è finito e che occorrono forze nuove, idee coraggiose, risorse maggiori, organizzazioni più adeguate.
Se non è ormai troppo tardi, chiediamo al mondo imprenditoriale ed in primis a chi si è proposto l’anno passato di fare un passo avanti e chiediamo a chi ha mostrato di amare più se stesso che la Torres di valutare seriamente di farne uno indietro, riconoscendo i propri limiti e lasciando che spetti a qualcun altro ricreare le condizioni perché la squadra, i suoi tifosi e la sua città possano vivere una nuova stagione di soddisfazioni e di stabilità.
Un anno fa avevamo accolto con entusiasmo il progetto prospettato e posto all'attenzione della città poiché ci sembrava fossero state messe a disposizione della Torres una serie di competenze, di risorse, di ambizioni e di concrete condizioni operative. Leggendo e rileggendo oggi quel progetto annunciato pubblicamente, a prescindere dal merito delle singole idee e proposte contenute, ci pare ancora un atto di generosità per la nostra squadra – la squadra di tutti i sassaresi, non di pochi– e ci sembra manifesti chiaramente la volontà di restituirle il coraggio di essere più ambiziosa di così.
In conclusione, anche a nome delle centinaia di tifosi che si sono rivolti a noi, di quelli che, tra di loro, ci sono sempre stati e di quelli che hanno abbandonato l’Acquedotto ma non per questo la Torres e che, comunque, si sono voluti esprimere rivendicandone il diritto ci sentiamo in dovere di chiedere agli imprenditori (perché solo a loro ci possiamo rivolgere) che l’anno passato proposero il progetto di rinascita della Torres alla città se ancora oggi siano vive le loro buone intenzioni.
Qualora lo fossero saremo felici di conoscere nello specifico le loro idee, le modalità di realizzazione e le eventuali fasi operative.

A Sassari vogliamo tutti bene alla Torres, a Sassari vogliamo tutti una Torres ambiziosa che vada ben oltre una salvezza risicata in serie D, a Sassari c’è voglia di emozionarsi per la Torres e tornare a sognare con Lei.

 

Torneo Fondazione s.e.f. Torres 1903 -TROFEO RICCARDO FIORI - 2019

Dal 25 marzo al 6 aprile Fondazione Torres e Torres Tennis insieme per il torneo organizzato in memoria di Riccardo Fiori. 

Riccardo per tutti noi è stato un amico, per alcuni molto di più, Torresino doc, tennista della Torres Tennis e membro della nostra Fondazione.

Lo abbiamo ricordato, a 5 anni dalla sua prematura scomparsa, con un Torneo a lui intitolato che si è svolto nello storico Circolo di Via Coradduzza.

Dopo la finale, che si tenuta sabato 6 aprile, abbiamo organizzato una festa in suo onore in quella che per molto tempo è stata la sua seconda casa: il circolo della Torres Tennis.

Lo abbiamo ricordato proprio come sarebbe piaciuto a Lui: allegramente e tutti assieme.

Una giornata speciale per una persona che non dimenticheremo mai.

 

Natale 2018

La Torres è nata per unire. 


Lo ripetiamo come un mantra perché è la nostra eredità. La strada da seguire. Rappresenta il principio cardine indicatoci dai padri fondatori che valeva allora, vale oggi e varrà, ancora di più, nel futuro.
Ieri sera nella sala privata del Cafè Set  si sono ri-uniti in molti.
Davanti al salotto della nostra città hanno brindato ai 115 anni della Società Educazione Fisica Torres decine di tifosi, di appassionati, di atleti ed ex atleti.
Senza divisioni. Uniti dal rosso e dal Blu.
C'erano i più grandi calciatori. Quelli che hanno "infiammato" la piazza fin dagli anni 60 e ancora la infiammano.
C'era tutta la FC Sassari Torres Femminile,La Torres Tennis, La Torres Basket e la Torres Volley.
Con loro i nostri soci, gli amici della Fondazione Torres, i suoi partners e anche quest’anno i ragazzi e le ragazze del Progetto Filippide Sardegna.
E' stata una serata che ha visto protagonista la Torres nelle sue molteplici espressioni.
Per noi è stato un onore organizzare una serata all'insegna dei valori propri della S.e.f. Torres ed un piacere vedere così tanta gente che crede in quello che facciamo e apprezza come lo facciamo.
Questa è la gratificazione più grande e, giorno dopo giorno, ci spinge ad andare avanti.
Grazie di cuore a tutti.
Buon Natale..e Forza Torres!

 

Gallery Fotografica  di Salvatore Madau.

PER GLI ATLETI DELLA S.E.F. TORRES CADUTI DURANTE LA GRANDE GUERRA


Tra il 1915 ed il 1918 furono parecchi gli atleti della S.e.f. Torres a cadere sul campo di battaglia.
Piave, Tonale, Montello, altopiano di Asiago e Monte Grappa furono luoghi di epici scontri col nemico austriaco nei quali si batterono e persero la vita anche 18 atleti Torresini.
I loro nomi sono scolpiti sulla lapide posta dietro la tribuna Coperta dello stadio.
Numerosi sono stati i riconoscimenti civili e militari che i Nostri Eroi hanno ricevuto per il loro ardore, il coraggio e la valentìa dimostrata in battaglia, ma anche per la loro forza e la loro preparazione.
Le stesse che li avevano visti primeggiare, in giro per l’Italia e all’estero, sulle piste di atletica, negli esercizi di ginnastica e nelle varie discipline che praticavano fino a qualche mese prima dell’inizio della Guerra con la divisa rossoblu della Società per l’Educazione Fisica Torres - Sassari.
La fondazione S.e.f. Torres 1903 non li dimenticherà mai.

Per questo, a distanza di cento anni dalla fine della I guerra mondiale, siamo stati a Gorizia per partecipare alle celebrazioni in onore dei caduti della guerra 15/18.
Presso il Cippo eretto a Sagrado, in onore della Brigata Sassari, abbiamo deposto, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari e ai comuni di Gorizia e Sassari una corona d’alloro e ci siamo raccolti in silenzio durante l’alza Bandiera nella quale sono stati scanditi, uno ad uno,i nomi dei Torresini caduti.
Nei Giorni delle commemorazioni per i defunti e per i cento anni dalla fine del conflitto abbiamo ricordato a tutte le generazioni future, alle genti dei luoghi liberati e agli italiani tutti le gesta dei soldati Torresini, sardi e sassaresi caduti per la patria.

 

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