Torres Tennis

Torres vuol dire sport in tutte le sue manifestazioni e discipline, esattamente come quando nacque: calcio, tennis, pallacanestro, pugilato, ginnastica, canottaggio, ciclismo, atletica leggera, tiro con l’arco e scherma.

È questa la motivazione con cui abbiamo scelto di essere partner della Torres Tennis in occasione dei Campionati sardi assoluti, la cui 67a edizione è in corso di svolgimento sui campi in terra rossa del club intitolato alla memoria di Antonio Bozzo.

Intendiamo stare al fianco di chi con passione, orgoglio e professionalità porta avanti il nome della Torres, d’altronde era ed è questo uno degli obiettivi che ci siamo prefissati e che porteremo avanti con immutato amore.

Il giorno 14 settembre alle 19.15, nell'ambito del nutritissimo cartellone di eventi extra-agonistici pensati dallo storico circolo tennistico di viale Adua, è in programma la “Serata del fair play”, nel corso della quale la Torres Tennis firmerà “La carta dei doveri del genitore nello sport” e “La carta del fair play”.

La sottoscriverà insieme al governatore regionale del Panathlon International, Lello Petretto, e ai vertici della Fondazione Sef Torres 1903, il presidente Umberto Carboni, il vice presidente Gabriele Satta e il direttore generale Massimiliano Pedoni.

La Fondazione, proprio con l’intento di estendere il proprio sostegno e la propria opera di valorizzazione culturale a tutte le discipline praticate in nome di quei valori che sono propri della Torres sin dalle sue origini, annuncerà lo stanziamento di una borsa di studio a sostegno di un giovane talento della racchetta, al quale sarà consentito di migliorarsi attraverso la partecipazione a una delle più importanti esperienze di formazione a livello nazionale.

 

Resoconto Incontro con il Sindaco

Come stabilito una nutrita rappresentanza dell’assemblea di martedì sera si è recata a Palazzo Ducale.

In premessa abbiamo espresso al primo cittadino il nostro “terrore” conseguente allo sbilanciamento dei debiti della Torres che ha, come noto, raggiunto cifre molto preoccupanti.
Successivamente abbiamo fatto una sintesi di quanto avvenuto in queste ore. 
Le firme finora raccolte, per la petizione “Liberiamo la Torres”, hanno superato quota 1400. 
Questo ha reso l’incontro altamente rappresentativo di una realtà che è veramente esasperata.

“Siamo qui per riportarle quanto deciso martedì. Le chiediamo di adoperarsi, quale rappresentante della comunità, in favore della Torres che, per l’ennesima volta rischia il fallimento, a causa di una gestione scriteriata, che non ha avuto alcun rispetto di questa società e della sua gente, di questa città e dei suoi colori. Lei per noi riveste il ruolo di garante, di custode e arbitro- in conformità alle norme vigenti - cui Fondazione s.e.f. Torres 1903 , Associazione Memoria Storica Torresina, tifosi e cittadini si affidano nell'interesse comune e di un patrimonio condiviso come la Torres.
La esortiamo a palesare questo disappunto alla nuova compagine societaria chiedendole di lasciare a lei, rappresentante della città, il compito di attivarsi per salvare il salvabile, evitare il fallimento sportivo, salvaguardare la categoria e sensibilizzare il mondo delle imprese cittadine. E’ il momento di dire basta."


Con queste parole ci siamo rivolti al Sindaco che ha interagito con noi dimostrando grande interesse e viva partecipazione alle vicende poste alla sua attenzione.

Da oggi restiamo in attesa di sviluppi, con gli occhi ben aperti.

 

RESTITUISCANO LA TORRES ALLA CITTÀ

«RESTITUISCANO LA TORRES ALLA CITTÀ, IL SINDACO SI FACCIA CARICO DELLA SITUAZIONE»
 
Lungi dal farci piacere, le informazioni di cui siamo entrati in possesso nelle ultime ore non fanno altro che confermare quello che andiamo dicendo da mesi. E cioè che la Torres, la più antica squadra di calcio della Sardegna, simbolo identitario di una città importante come è Sassari a livello nazionale, società che per oltre un secolo ha saputo rappresentare un punto di riferimento per chiunque creda in determinati valori – di cui lo sport è veicolo ma che dovrebbero orientare il vivere quotidiano – è nelle mani di persone sbagliate e inadeguate. 
Si tratta di persone che nella migliore delle ipotesi non sanno niente della Torres, della sua storia, della sua tradizione, che non possono capire Sassari e il legame indissolubile tra la squadra di calcio, la società e il modo di essere di una comunità intera. Una comunità che non intende rinunciare alla propria identità, non intende abdicare più, non intende farlo oltre.
Che si chiamino Domenico Capitani o Daniele Piraino, per noi non fa alcuna differenza: le informazioni che emergono dalle carte, con una compravendita che formalmente si sarebbe concretizzata al valore simbolico di 3 euro, certificano – se mai ci fossero dei dubbi – la mancanza di serietà di tutti i protagonisti di questa tristissima pagina della storia rossoblù. Ma certificano anche la contiguità tra chi ha gestito la Torres negli ultimi tre anni – con i metodi e i risultati che tutti conosciamo – e chi oggi, almeno sulla carta, è pronto a prenderne il posto. 
Debiti, scommesse, retrocessioni, penalizzazioni, giocatori e tecnici offesi, dirigenti avvicendati a ritmi ossessionanti: da quando Domenico Capitani ha assunto la guida della Torres non c’è più stata pace, e i valori torresini sono stati barattati sulla base di chissà quali accordi per 3 miseri euro.
Questo è l’unico dato di fatto. Tutto il resto – a iniziare dai distinguo della nuova proprietà, se così la si vuole definire – lo lasciamo a chi ancora vuole ostinarsi a mistificare uno stato di cose che purtroppo, lo ribadiamo, conoscevamo già e abbiamo denunciato da tempo. 
L’arrivo dell’imprenditore laziale a Sassari era stato in qualche modo assecondato dalle istituzioni, a iniziare dal Comune di Sassari. È a quelle stesse istituzioni, sindaco in testa, che ci appelliamo affinché si facciano carico di una situazione non più sopportabile. Sassari, tutta, è stata letteralmente usurpata di un bene che appartiene all’immaginario simbolico di tutta la comunità. Oggi la Torres è un’entità a se stante, che non ritiene di dover rendere conto ai veri proprietari della società e della squadra, ossia Sassari e chi la rappresenta. A iniziare dai tifosi, che sono sempre stati e continueranno a essere la base su cui potrà sempre contare chi vorrà il bene della Torres.
A partire da questo presupposto, una partecipatissima assemblea di tifosi ha deciso di adoperarsi al fine di dissuadere questi personaggi dal proseguire nei loro intenti, che purtroppo continuiamo a ignorare ma che di sicuro non hanno niente a che fare con gli interessi della Torres. 
Non ci fanno paura le categorie più basse, ci spaventa invece l’idea che per l’ennesima volta in pochi anni la nostra squadra sia a un passo dal fallimento, frutto di una gestione totalmente scriteriata, che non ha avuto alcun rispetto di questa società e della sua gente, di questa città e dei suoi colori. 
È il momento di dire basta. Il Comune di Sassari si attivi, muova ogni passo possibile per liberare lo stadio “Vanni Sanna” dalla presenza di un manipolo di persone che stanno smantellando anni di storia con una superficialità sconcertante.
 
A nome dell’assemblea e – crediamo – di tutto il popolo torresino, chiediamo di poter essere incontrati e ascoltati, così da gettare le basi per un impegno comune per la “liberazione” della Torres.

Martedi 14 giugno Camera di Commercio di Sassari h. 19:30

Abbiamo passato l'ultimo anno denunciando le malefatte di Capitani e dei suoi cortigiani. E' arrivata l'ora di scoperchiare il vaso di Pandora e di confrontarci per capire insieme qual è la situazione reale della Torres, quali sono le possibili soluzioni e cosa vogliono veramente i Torresini.

L'appuntamento è per martedi 14 giugno presso la Camera di Commercio di Sassari alle ore 19:30.

Noi non siamo responsabili per la situazione in cui ci troviamo, ma lo diventeremo se non facciamo nulla per cambiarla (M.L. King).

Incontro col popolo Torresino

In questi giorni gran parte del popolo torresino ha espresso il desiderio di confrontarsi pubblicamente sul futuro della nostra squadra.

Abbiamo deciso di recepire questa esigenza e di organizzare un incontro.

La situazione sta infatti volgendo al peggio.

Prima che la nave affondi crediamo che un dibattito aperto e trasparente possa essere il modo appropriato di affrontare le problematiche ed individuare possibili soluzioni.

Questo è il momento di dire chiaramente cosa i Torresini vogliono!

E’ tempo di agire.

Per adesioni e suggerimenti contattateci al più presto.

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